Quale fotocamera scelgo? Episodio 2: sistema di mira e messa a fuoco

Seconda puntata sul tema “Quale fotocamera scelgo”. Ovviamente non esiste la fotocamera perfetta, ma esiste la fotocamera più adatta al proprio tipo di fotografia e alla circostanza in cui si vuole fotografare. Nella puntata precedente abbiamo visto le differenze in base ai formati di pellicola e in base al formato del fotogramma che una fotocamera è in grado di dare, oggi vedremo un’altra differenza fondamentale: il sistema di mira e di messa a fuoco.

Tutte le fotocamere sono dotate di un mirino (un foro) attraverso il quale noi possiamo guardare per inquadrare, comporre la scena e mettere a fuoco prima dello scatto. Inoltre, sempre a seconda del livello della fotocamera, possiamo leggere all’interno del mirino i dati relativi all’esposizione

  • Sistema di messa a fuoco a stima. Come dice la parola stessa “stima”, con questo sistema altro non si fa che guardare attraverso un foro passante e non è presente alcun ausilio alla messa a fuoco e all’inquadratura. Quindi si stima la distanza (con o senza l’ausilio del mirino), la si imposta sulla ghiera della messa a fuoco e si scatta. Questo sistema può andar bene se si lavora in iperfocale ma sicuramente non è adatto a chi è alle prime armi. Infatti stimare a occhio la distanza di un soggetto può farci commettere errori abbastanza gravi, sopratutto se lavoriamo con diaframmi aperti. Non c’è nulla di più brutto che vedere un bel ritratto col naso a fuoco e gli occhi sfocati. Comunque la più degna rappresentante di questa classe nell’ambito del piccolo formato sono sicuramente le Rollei 35 e nel medio formato la Agfa Isolette
Rollei 35: fotocamera con messa a fuoco a stima
  • Telemetro. È un dispositivo che permette di stimare la distanza di un oggetto ed è in genere accoppiato con la messa a fuoco dell’obiettivo. Può essere del tipo a sovrapposizione di immagine oppure ad immagine spezzata. In pratica, guardando attraverso il mirino del telemetro, il fotografo vede il soggetto “sdoppiato”. Agendo sulla regolazione della messa a fuoco, le due immagini si allontaneranno o si avvicineranno, fino a sovrapporsi. A quel punto il soggetto risulterà perfettamente a fuoco. Gli svantaggi sono che l’inquadratura non mostra quanto effettivamente “visto” dall’obiettivo, non è possibile vedere la profondità di campo, dato che si vede sempre tutto a fuoco e sorgono problemi di parallasse per soggetti vicini. D’altro canto le fotocamere a telemetro sono tendenzialmente più compatte, leggere e silenziose permettendo quindi di risultare meno invasivi e rumorosi in alcune circostanze più delicate. Alcune fotocamere a telemetro che potete prendere in considerazione sono: Leica M3, la serie delle Canonet, Nikon S2. Queste che vi ho elencato sono fotocamere per il formato 135, ovviamente esistono fotocamere a telemetro anche per il medio formato: Fuji GW690III, Mamiya 7. Personalmente non sono un grande esperto di macchine a telemetro, posseggo una Canonet QL 17 con cui mi trovo bene ma non la uso spesso.
Leica M3: Fotocamera a telemetro
  • Sistema Reflex. Questo sistema Consiste in uno specchio posto davanti alla pellicola (e che si alza al momento dello scatto), in grado di riflettere l’immagine verso uno speciale elemento detto pentaprisma, il quale a sua volta la riflette verso il mirino. Un sistema strutturato in questa maniera permette di “vedere” attraverso l’obiettivo, ovvero l’immagine che noi vediamo proiettata nel mirino della fotocamera sarà la stessa che poi sarà proiettata sulla pellicola dopo aver premuto il pulsante di scatto. Piccola osservazione: durante l’esposizione, poiché lo specchio è alzato noi non vedremo più nulla, quindi se un elemento estraneo dovesse entrare nell’inquadratura potremmo non accorgercene. A parte questo problema e le dimensioni e rumorosità generalmente maggiori rispetto alle fotocamere a telemetro, il sistema reflex è quello che va per la maggiore. Le fotocamere digitali hanno ripreso questo sistema quindi se venite da li il mio consiglio è di orientarvi su questo sistema, almeno per cominciare.
Schema reflex. Fonte: https://marcocrupi.it/2012/01/la-macchina-fotografica-specchio-e.html

Il mercato delle reflex dell’usato è assolutamente vasto ci sono tantissimi modelli sia per il piccolo formato che per il medio formato. La mia prima fotocamera analogica è stata una Canon AE1 e non posso che consigliarla. Robusta, leggera e anche maneggevole; il parco lenti del sistema FD della canon poi è smisurato ma ne parlerò magari in futuro in un altro post. Altri modelli piccolo formato che mi consiglio di suggerirvi sono sicuramente: Pentax K1000, Pentax MX, Olympus OM1, Yashica FX3 super 2000, Nikon FE2, e mille altre.

Canon AE1

Per quanto riguarda il medio formato ci sarebbe un’ulteriore distinzione da fare per quanto riguarda il sistema reflex:

  • SLR (Single Lens Reflex). Il sistema è assolutamente equivalente a quello descritto poco sopra. La principale rappresentante è indubbiamente la Hasselblad 500CM che presenta un sistema di visione detto a pozzetto, ma è possibile acquistare l’adattatore per avere un mirino classico.
  • TLR (Twin Lens Reflex). L’acronimo sta per “Twin Lens Reflex”, “Reflex a lenti gemelle”. Detta anche biottica perchè sono presenti due obiettivi: il primo (quello più in alto) che permette la messa a fuoco e il secondo che è proprio l’obiettivo per la ripresa. Come dice Nicola Focci nel suo libro, “La si ama o la si odia”, proprio per il suo stile iconico ma non sempre comodo. La sua principale rappresentante è ovviamente la Rolleiflex.

Siamo appena alla seconda puntata e già abbiamo visto tutte queste divisioni, e vi fa capire come il mercato sia pieno di alternative. C’è solo l’imbarazzo della scelta insomma.

Mio consiglio personale: se volete iniziare puntate ad una reflex 35mm classica che potete portare a casa ad una centinaia di euro, revisionata e con obiettivo standard (50mm f/1.8). Per spendere soldi e ampliare il proprio setup c’è sempre tempo, però se dovesse stufarvi non avete sprecato troppi soldi.

Alla prossima! 😉

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