Bobinare una pellicola conviene?

Ciao a tutti, proprio in questi giorni ho deciso finalmente di bobinare una bobina di Ilford FP4 da 30 metri che avevo al fresco da qualche mese e, mentre bobinavo, discutevo con il mio amico Vincenzo sulla convenienza (non solo per il portafogli) di questa pratica che ancora oggi è possibile fare anche se con alcune limitazioni.

Partiamo col dire che una bobina è un “maxi rullo” di lunghezza variabile (17m, 30m, 60m anche se queste ultime non si trovano più) che poi va tagliata; non avendo un involucro come le classiche pellicole, la bobina viene venduto in confezioni a prova di luce, come le carte fotografiche, e una volta acquistata va spostata in una bobinatrice, ovvero una macchinetta a tenuta di luce in grado di srotolare e trasferire la pellicola all’interno di bussolotti vergini.

Come vedete dall’immagine precedente la bobina ha al suo centro un perno, che deve essere compatibile con la vostra bobinatrice. Io ad esempio con la mia (una vecchia Z60 che ho avuto gratis dal signore che mi ha venduto la sua camera oscura a suo tempo) ho risolto rimuovendo il perno centrale dalla bobina in quanto il passo è diverso.

Le bobinartici hanno forme e fattezze differenti ma poi funzionano tutte allo stesso modo: hanno un vano più grande che accoglie la bobina, uno più piccolo che accoglie la cartuccia vuota e una manopola che girandola permette di srotolare la pellicola dalla bobina e trasferirla nel bussolotto vergine.

Per caricare una bobina nella bobinatrice bisogna essere in una stanza completamente buia (luci rosse al più se si usa una pellicola ortocromatica) e si sposta la bobina all’interno della bobinatrice. Una volta richiuso il coperchio della bobinatrice, ricordate di lasciare fuori una linguetta di pellicola da agganciare al bussolotto vergine.

Per il funzionamento vi lascio al manuale di istruzioni delle vostre bobinartici, ma vi assicuro che non c’è nulla di difficile: basta attaccare l’estremità della pellicola che esce dalla bobinatrice al perno del rocchetto vuoto, chiuderlo bene e caricarlo nel verso giusto nel vano più piccolo della bobinatrice, a questo punto si fanno tanti giri quanti servono per avere il numero di fotogrammi desiderato. Generalmente ogni bobinatrice ha una tabella che vi dice a quanti giri corrisponde un certo numero di fotogrammi caricato (es. nella mia 30 giri equivalgono a 36 fotogrammi).

Una bobinatrice Z60. A seconda del numero di giri si caricano un certo numero di fotogrammi riportati nella tabella stampata sulla bobinatrice.

Ovviamente prima di usare una bobina, assicuratevi che la bobinatrice non abbia infiltrazioni di luce, quindi fate una prova di tenuta con della carta fotografica o con un’altra pellicola “sacrificale”. Se la bobinatrice dovesse non essere proprio a tenuta a quel punto avete due opzioni: 1) comprarne una nuova (prezzi medi online che vanno dai 30 ai 50 euro per l’usato, anche 100 euro per un’ottima bobinatrice nuova), 2) utilizzare al buio quella che avete.

Al di la degli aspetti pratici nell’utilizzo di una bobinatrice che, come visto, non richiede una laurea in astrofisica, la domanda a cui voglio provare a dare una risposta è: quali sono i pro e i contro di questa pratica rispetto che acquistare i rullini singoli?

  • Costo: da questo punto di vista sicuramente il vantaggio c’è nell’acquistare le bobine, infatti se si considera che mediamente una bobina da 30 metri permette di ottenere circa 18 pellicole (salvo errori), con i prezzi attuali, si riesce a risparmiare anche fino al 40% con le bobine ROLLEI, quasi 50% per le bobine FOMAPAN e un buon 30% con le bobine ILFORD. Ovviamente tutto dipende da dove acquistate, io ho fatto un rapido confronto con i prezzi ad oggi (2020) su Fotoimpex. Inoltre bisogna anche considerare il costo della bobinatrice che va ammortizzato e quello delle cartucce riutilizzabili (circa 1-2 euro a cartuccia).
  • Comodità: sicuramente prendere un rullino pronto, caricarlo e utilizzarlo è molto comodo rispetto a doverseli bobinare uno per uno, ma vi assicuro che l’operazione non richiede più di trenta secondi per rullino.
  • Versatilità: Il vantaggio maggiore nel bobinare, lato praticità, sta nella possibilità di farsi i rulli della lunghezza che si vuole, che è un vantaggio quando si fanno test o quando non si è sicuri di finire un rullo intero quando si fotografa un soggetto o un particolare evento.
  • Varietà di scelta: qui diciamo che bobinare non permette (almeno oggi) di scegliere tra tanti tipi di pellicole, infatti a parte le Fomapan, qualche Rollei e qualche ILFORD, poche Kodak (prezzi esagerati) non mi è sembrato di vedere altre bobine, quindi se utilizzate altri brand, se vi piace cambiare spesso pellicole, se usate esclusivamente negativi colore, diapositive o pellicole formato 120, mi dispiace per voi ma questa pratica non è più possibile. Magari in futuro…

Vi lascio il link di una bobinatrice che sembra molto valida e il link ad un video in cui spiega come usarla. Comunque su YouTube ce ne sono tanti che spiegano come fare, basta cercare quello che fa per voi.

Per concludere questo breve articolo, posso dire che bobinare le pellicole ad oggi, a seconda di molti aspetti potrebbe non convenire molto; certo a livello economico se si sceglie bene il vantaggio c’è ma la limitatezza nella scelta delle bobine è abbastanza pesante. Quindi se siete utilizzatori seriali di una pellicola particolare che viene venduta in bobina e se per voi avere rulli di lunghezza variabile è importante per fare test ecc non posso far altro che suggerirvi di intraprendere questa pratica, se però vi piace giocare con tante pellicole diverse, magari non scattate molto e non volete avere troppi impicci allora continuate pure a comprarle separatamente.

Vi rinnovo l’invito a seguirmi sui miei social Instagram @giandoman @giandomanalog o su Facebook se preferite se volete contattarmi direttamente per ulteriori info. A presto!

3 pensieri riguardo “Bobinare una pellicola conviene?

  1. Confermo che la sbobinatrice Keiser che hai linkato è davvero molto valida e comoda, oltre che sembrare un piccola cassaforte che per me è un valore aggiunto. Io ne comprai una usata e mi trovo davvero benissimo.

    La pratica di sbobinare le pellicole la trovo estremamente vantaggiosa per chi comincia a fotografare per passione o per studio.
    I prezzi sono molto più abbordabili. Dopo la spesa iniziale, pagare un rullo di HP5+ €4.5/rullo, o un Fomapan €2.7/rullo è un vantaggio enorme, se si sta imparando e bisogna scattare molto.

    Si può gestire tutto il processo dalla sbobinatura allo sviluppo in casa in estrema comodità (abbattendo ulteriormente i costi e imparando molto)

    Inoltre si inquina meno, visto che si riutilizzano i rocchetti e i rullini vuoti.

    Questi sono vantaggi non da poco che personalmente mi hanno influenzato nella scelta della pellicola che uso tutto i giorni e che ho imparato a usare solo potendo scattare moltissime fotografie.

    Ho detto anche troppo! Bell’articolo, comunque.
    In bocca al lupo per la gestione del blog. Fare il blogger e web developer è il mio lavoro, so che non è facile!
    Buona luce!

    Piace a 1 persona

    1. Ah, un’ultima cosa: non acquistare da Fotoimpex. Io abito a Berlino e li ho frequentati di persona per un anno buono. Sono i più cari della città, con prezzi più alti anche del 200% rispetto alla concorrenza. Sai perché vendono tanto? Perché ci sono gli hipster che conoscono solo quel negozio!

      Macodirect è la scelta migliore, a mio avviso!

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